Screening per l’infezione da Streptococco B in gravidanza

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immagine tratta dal web

Gli streptococchi sono batteri sferici gram-positivi (dal tipo di colorazione ottenuta in laboratorio) disposti in coppie o catenelle. Sono molto diffusi in natura; alcuni costituiscono gran parte della popolazione microbica normale orale e faringea, e possono essere rinvenuti lungo tutto il tratto intestinale, nonché a livello vaginale e cutaneo.

Possono causare numerose infezioni puerperali e, meno frequentemente, gravidiche, in prevalenza delle vie urinarie.

Lo streptococco di gruppo B (Streptococcus agalactiae, GBS) è una delle principali cause di severa infezione neonatale.
Il batterio può essere presente nel tratto gastrointestinale o genitale della donna. La colonizzazione cervicovaginale deriva dalla più diffusa colonizzazione intestinale ma può essere in parte dovuta all’attività sessuale della donna.
L’infezione da GBS è principalmente asintomatica e non sono conosciuti i motivi che causano la sproporzione tra la frequenza di individui asintomatici e quella, molto più bassa, delle complicanze infettive.

Il rischio più importante è l’infezione del neonato che può manifestarsi con polmonite, meningite, sepsi, morte e della quale esistono due forme, una ad esordio precoce e una ad esordio tardivo.
Per accedere al feto, il GBS può ascendere nella cavità amniotica a causa della rottura delle membrane amniotiche, alternativamente, il neonato può acquisire il microrganismo durante il passaggio attraverso il canale del parto.
La forma ad esordio precoce si manifesta entro la prima settimana di vita neonatale ma, nel 50% dei casi, è evidente già alla nascita. Nella restante metà dei casi si manifesta di solito entro le prime 48 ore dopo il parto. Si tratta di una grave setticemia (difficoltà respiratoria, cianosi, tachicardia o bradicardia e shock) associata a volte a segni di meningite. La gravità è più elevata minore è l’età gestazionale e quanto più è basso il peso alla nascita.
Le forme ad esordio tardivo compaiono dopo 7 giorni dalla nascita con sintomatologia prevalentemente meningitica. Possono verificarsi anche otite, congiuntivite, artrite settica. Pur trattandosi di una forma grave la mortalità è inferiore rispetto alla malattia ad esordio precoce.
Entrambe le forme causano lesioni neurologiche permanenti nel 10% dei casi.
Il taglio cesareo elettivo in assenza di travaglio e con membrane integre non si associa a colonizzazione neonatale e presumibilmente nemmeno ad infezione.

Screening e trattamento

Data la gravità dell’infezione neonatale sono state da tempo proposte strategie di profilassi.
Il tampone vagino-rettale eseguito tra 35 e 37 settimane di gestazione appare il test più sensibile e specifico per identificare le donne con probabile colonizzazione batterica al parto e con più alto rischio di trasmissione perinatale del microrganismo.
Se i tamponi sono positivi (o lo è solo uno dei due) si attuerà la prevenzione della malattia neonatale che consiste nel trattamento antibiotico intrapartum dall’inizio del travaglio, o dalla rottura delle membrane amniotiche, fino al parto. (sarebbe ideale ricevere almeno due dosi di antibiotico prima della nascita) 
La profilassi antibiotica viene attuata anche nei casi di rischio clinico per trasmissione al neonato:

  • precedente neonato con GBS;
  • esame urine positivo per la presenza di GBS in gravidanza attuale;
  • epoca gestazionale < 37 settimane;
  • tamponi vaginali e rettali (TVR) precedenti positivi in gravidanza attuale;
  • prolungata rottura delle membrane (> 18 ore);
  • febbre materna (> 37,5°).

Nei casi in cui i tamponi vaginali e rettali sono negativi non verrà eseguita profilassi antibiotica a meno che la rottura delle membrane amniotiche non si prolunghi oltre le 12 ore.
Se i TVR sono assenti verrà eseguito il trattamento come nel caso in cui fossero positivi solo in presenza dei sopracitati fattori di rischio.

E’ importante prevenire la trasmissione di questa infezione al vostro bambino soprattutto se è possibile farlo con un esame semplice ed un trattamento non invasivo. Se avete i tamponi positivi recatevi immediatamente in ospedale se avete il sospetto di aver rotto le membrane o di aver iniziato il travaglio di parto. Meglio una dose in più di antibiotico per voi piuttosto che doverlo somministrare ad un bimbo appena nato!

Ostetrica Giulia


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