Ittero neonatale

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L’ittero consiste in una colorazione giallastra della cute e della parte bianca degli occhi (sclera), dovuta all’accumulo nel sangue di bilirubina, una sostanza derivante dalla normale disgregazione dei globuli rossi.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di una condizione del tutto fisiologica, e può interessare sia i neonati pre-termine (80%) sia i neonati a termine (60%).
Compare di norma fra il secondo e quarto giorno di vita, e tende a scomparire spontaneamente entro una decina di giorni, quando l’organismo del piccolo riesce a smaltire la bilirubina con le normali funzioni, quali mangiare e andare di corpo.

Perché si verifica? Per diversi motivi:

  • i neonati producono più bilirubina rispetto agli adulti;
  • il fegato dei neonati si sta ancora sviluppando, pertanto può non essere in grado di rimuovere dal sangue la giusta quantità di bilirubina;
  • l’intestino riassorbe troppa bilirubina prima che l’organismo del neonato riesca ad espellerla con le feci.

Esistono tuttavia dei fattori di rischio. Ecco i più comuni:

  • prematurità;
  • diabete gestazionale;
  • asfissia durante il parto;
  • ipossia;
  • ipoglicemia;
  • policitemia (aumento del n° di globuli rossi nel sangue);
  • disidratazione;
  • familiarità. (altro…)

Interruzione di gravidanza

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La Legge

L’interruzione di gravidanza è normata dalla legge 94 del 1978 che distingue la procedura effettuata entro il 90° giorno di gestazione, IVG (interruzione volontaria di gravidanza) e quella effettuata oltre il 90° giorno, ITG (interruzione terapeutica di gravidanza).
Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna “che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” (art. 4).
Oltre il 90° giorno è possibile ricorrere all’interruzione “quando la gravidanza o il parto costituiscono un grave pericolo per la vita della donna” e “quando siano accertati processi patologici, tra cui rilevanti anomalie del nascituro, che determinano un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna’’ (art. 6 lettera a), b)). I processi patologici devono essere accertati da un medico del servizio ostetrico-ginecologico operante nella struttura ospedaliera dove sarà praticata l’interruzione della gravidanza, il quale può avvalersi della collaborazione di specialisti. Gli accertamenti devono essere documentati e la relativa certificazione trasmessa al Direttore Sanitario dell’ente (art. 7).
Nel consentire l’interruzione oltre il 90° giorno, la legge non impone un ulteriore termine di età gestazionale oltre il quale l’intervento non è più consentito, tuttavia stabilisce che, quando esiste la possibilità di vita autonoma per il feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell’art. 6, cioè quando sia in pericolo la vita della donna. Il medico che esegue l’intervento deve, in questo caso, adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.
La legge ammette, per il personale medico e sanitario, l’obiezione di coscienza, che esonera dallo svolgimento delle procedure e attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza ma non solleva dall’obbligo di prestare l’assistenza antecedente o conseguente all’intervento; l’obiezione di coscienza non può, comunque, essere invocata quando, per la particolarità delle circostanze, l’intervento diventa indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo (art. 9).
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Il Parto Cesareo

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Il taglio cesareo (TC) consiste nell’estrazione del feto, della placenta e delle membrane attraverso un’incisione che interessa la parete addominale e la parete uterina.
Si tratta di un’incisione addominale trasversale effettuata 1-2 cm sopra il pube, di una lunghezza non superiore ai 15 cm. L’incisione longitudinale è ormai sempre più rara ed è prevista in genere negli interventi di emergenza.

Per il parto cesareo si utilizzano generalmente tecniche anestetiche loco-regionali perché, oltre ad essere sicure ed efficaci, permettono a voi mamme di interagire immediatamente con il vostro bambino. Si tratta di un’anestesia spinale, ovvero voi sarete sveglie, e avrete addormentati solo le gambe e l’addome. Si procederà invece ad anestesia generale nel caso in cui si debba eseguire un taglio cesareo urgente, in quanto più rapida della spinale.

Indicazioni

Il taglio cesareo elettivo viene generalmente programmato intorno alla 38°-39° settimana di gestazione. Le principali indicazioni a eseguire tale intervento sono:

  • patologia materna e/o fetale che controindica il parto vaginale;
  • feto in presentazione podalica;
  • situazione trasversa od obliqua;
  • gravidanza gemellare con primo feto in presentazione non cefalica o gravidanza gemellare monoamniotica (1 placenta e 1 sacco amniotico);
  • placenta previa centrale;
  • donna HIV positiva;
  • donna con infezione primaria da herpes genitalis contratto entro 6 settimane dal TC;
  • pregresso taglio cesareo. (altro…)

Ginnastica perineale

Ginnastica perineale

Il pavimento pelvico è la struttura muscolare che chiude, verso il basso, la cavità del bacino. E’ costituito da diversi muscoli che lavorano con lo scopo di fornire forza, protezione e resistenza agli organi soprastanti (compresi quelli addominali).
E’ una struttura molto importante durante il parto, poiché permette il movimento delle articolazioni del bacino e costituisce una guida per il bambino verso la nascita.
La struttura muscolare del perineo si divide in tre strati: superficiale, intermendio e profondo.
La porzione superficiale (colorata in verde) va a costituire gli sfinteri urogenitali (uretra, vagina e retto). Sono quelli che si attivano ad esempio quando, mentre facciamo pipì, interrompiamo il getto.
La porzione intermedia (colorata in giallo) prende il nome di diaframma urogenitale, ed ha il compito di sostenere vescica ed utero, e di contrapporsi agli aumenti di pressione endoaddominale che spingono questi organi verso il basso (es. tosse, starnuti).
Lo strato profondo (colorato in rosso) prende il nome di diaframma pelvico, e forma un’amaca intorno ai meati urogenitali. E’ essenziale nella costituzione di un perineo stabile e nella continenza fecale.

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Perché allenare il perineo è così importante?

Innanzi tutto, dobbiamo dire, che è importante per le donne di tutte le età conservare la forza dei muscoli del pavimento pelvico. Soprattutto poi, tutte quelle donne affette da incontinenza da sforzo, ossia quelle che continuamente perdono urina quando tossiscono, starnutiscono o eseguono esercizi fisici, traggono molto vantaggio da tali esercizi.
Nelle donne in gravidanza invece, tali esercizi aiutano l’organismo a far fronte al crescente peso del nascituro. Muscoli sani e tonici prima della nascita del bambino, si riprenderanno più in fretta dopo il parto.
Con l’invecchiamento, è importante che la donna conservi la forza dei muscoli del pavimento pelvico perché in occasione della menopausa i muscoli subiscono delle alterazioni e potrebbero indebolirsi. In questa condizione, effettuare con regolarità e nel modo corretto, gli esercizi per il pavimento pelvico contribuisce a minimizzare gli effetti delle menopausa sul supporto pelvico e sul controllo della vescica. (altro…)

Bebè in provetta!

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Diventare genitori rappresenta una tappa della vita fondamentale per molte coppie. Avere un figlio significa completare il nucleo famigliare, concretizzare il proprio amore e vedere la propria vita proiettata in quella del figlio. Si tratta di un istinto, materno e paterno, che nel arco della vita prevale sugli altri e spinge la coppia a cercare di soddisfarlo. Non riuscire a realizzare questo sogno può provocare una profonda crisi personale e di coppia, dovuta anche agli alti livelli di stress a cui si è sottoposti. Non riuscire ad avere figli suscita un senso di vuoto nella coppia, una perdita di fiducia in sé stessi e un senso di colpa. Spesso questi problemi si riflettono sulla vita sessuale della coppia, finalizzata esclusivamente al concepimento e non più vissuta come un momento di intimità e piacere.
Fondamentale in questi casi è non incolparsi, non perdere la fiducia in sé stessi e, soprattutto, essere solidali con il proprio partner, sostenersi a vicenda e decidere insieme il cammino da intraprendere. Importante è, inoltre, rendersi conto di avere bisogno di aiuto e rivolgersi ad uno specialista (counselor o psicologo) con il quale incontrarsi per parlare e sfogarsi. (altro…)

Menopausa

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La menopausa non è una malattia, ma un fenomeno naturale che accomuna tutte le donne.
Iniziamo con un po’ di definizioni.
La menopausa consiste nell‘ultima mestruazione fisiologica nella vita della donna; occorrono 12 mesi di assenza del flusso mestruale per poter stabilire con certezza tale data.
Il climaterio è quel periodo in cui compaiono i classici sintomi menopausali e in genere non va oltre i 5 anni precedenti e i 5 anni seguenti la menopausa.
Distinguiamo inoltre tra premenopausa, ovvero quella fase della vita biologica femminile che precede la menopausa caratterizzata dall’alternanza di cicli ovulatori ed anovulatori, e postmenopausa, quel periodo che segue la menopausa.
Esiste infine anche la menopausa chirurgica (indotta): in questo caso bisogna distinguere la menopausa chirurgica, che è l’ultima mestruazione dopo un intervento chirurgico di asportazione dell’utero in una donna fertile in cui vengono conservate le ovaie, dalla menopausa chirurgica in cui vengono asportate le ovaie in associazione o meno all’asportazione dell’utero (isterectomia). Solo in quest’ultima situazione compaiono i sintomi e  i disturbi tipici della menopausa.

In Italia l’età media di insorgenza della menopausa fisiologica è di 49 anni, con variazioni dai 45 ai 53 anni. Si parla di menopausa prematura se insorge tra i 40 e i 45 anni, precoce prima dei 40 anni e tardiva dopo i 54. (altro…)

Nascere a casa

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Ad oggi, nel nostro paese, la quasi totalità dei parti avviene in ospedale. Circa il 40% di questi termina con un taglio cesareo oppure è un taglio cesareo già programmato. Negli ultimi tempi, però, sempre più donne vorrebbero vivere il parto da protagoniste, in un’atmosfera di intimità e fiducia. Ecco perché molte decidono di partorire tra le mura di casa propria. Il parto in casa consente a mamme e papà di vivere la nascita del proprio figlio in modo più naturale garantendo un parto sicuro anche tra le pareti domestiche.
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Pap test e HPV test..Prevenire è meglio che curare!

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Papillomavirus o HPV

L’HPV è un virus molto diffuso, che si trasmette in particolare attraverso i rapporti sessuali, anche non completi. L’infezione è spesso asintomatica, in questi casi chi ne è colpito non sa di esserlo, aumentando notevolmente il rischio di trasmissione del virus.
Tutte le persone sessualmente attive sono esposte al rischio di contrarre l’HPV nel corso della loro vita.
Nelle donne, generalmente, i picchi di infezione si registrano subito dopo l’inizio dell’attività sessuale e in menopausa; ecco perchè i test di screening vengono, di solito, sconsigliati prima dei 21 anni e dopo i 65.
L’infezione colpisce 8 persone su 10. Nella maggior parte dei casi viene eliminata dal nostro sistema immunitario senza alcuna conseguenza per la salute. In alcuni casi, però, l’infezione da HPV può portare allo sviluppo di numerose patologie.

Quali malattie provoca l’HPV?

Il Papillomavirus umano è causa di numerose patologie, tumorali e non, che colpiscono donne e uomini.
Esistono numerosi tipi di HPV in natura, ognuno identificato con un numero.
Tra questi, due in particolare, chiamati HPV 16 e HPV 18, sono responsabili da soli di circa il 70% dei casi di tumore del collo dell’utero, del tumore della vagina, del tumore dell’ano, del pene, di un terzo dei tumori della vulva e di una parte dei tumori del cavo orale (per questo vengono definiti “ad alto rischio oncogeno”).
Altri tipi di Papillomavirus, chiamati HPV 6 e HPV 11, sono responsabili dei condilomi (verruche) genitali: una patologia a trasmissione sessuale, tra le più diffuse nei paesi industrializzati, che colpisce uomini e donne. (altro…)

L’autopalpazione del seno

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Il tumore del seno colpisce una donna su otto. Nel 95% dei casi, però, si può prevenire o comunque diagnosticare precocemente.
Vediamo innanzitutto quali sono i principali fattori di rischio del carcinoma mammario:

  • menarca (prima mestruazione) precoce (<12 anni);
  • menopausa tardiva (>55 anni);
  • nulliparità o primiparità oltre i 30 anni;
  • esposizioni a radiazioni ionizzanti;
  • stress;
  • vita sedentaria;
  • dieta ricca di grassi;
  • consumo eccessivo di superalcolici;
  • fumo;
  • patologie benigne della mammella (es. cisti);
  • familiarità.

Veniamo quindi all’autopalpazione del seno: è un esame che voi donne potete effettuare comodamente a casa vostra.

Quando eseguirla? Consigliata a partire dai 20 anni di età, l’autopalpazione andrebbe eseguita una volta al mese, dopo circa una settimana dall’inizio della mestruazione. E’ importante rispettare questi tempi, perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, pertanto si potrebbero avere falsi allarmi.
Se le mestruazioni sono assenti perché siete in dolce attesa, o in menopausa, o per qualunque altro motivo, scegliete un giorno fisso al mese che sia facile da ricordare. (altro…)

Contraccezione naturale e farmacologica

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Ad oggi, esistono numerosi metodi per far sì che non si instaurino gravidanze indesiderate. Cerchiamo di capire insieme come funzionano, in modo da poter scegliere consapevolmente il più adatto alla propria persona.

Metodi naturali

Si definiscono naturali tutti quei metodi che regolano la fertilità affidandosi al rispetto del “naturale” susseguirsi, nella donna, di periodi fertili e non fertili.

Coito interrotto

E’ il metodo anticoncezionale tra i più antichi. Consiste nella retrazione del pene dalla vagina prima che avvenga l’eiaculazione. Se correttamente applicata, risulta essere una tecnica discretamente efficace, ma poco consigliata per la possibilità molto più elevata rispetto ad altre tecniche di incorrere in una gravidanza. Molti studi comunque escludono la presenza di spermatozoi attivi e vitali prima dell’eiaculazione vera e propria.

Metodo del calendario di Ogino-Knaus

Si tratta del più vecchio tra i metodi naturali. Si basa su alcuni principi di fisiologia della riproduzione:

  • esiste un periodo di tempo pressoché costante tra il momento dell’ovulazione e quello della comparsa della mestruazione successiva: tale periodo si aggira tra i 12 e i 6 giorni.
  • gli spermatozoi sono in grado di fecondare l’uovo entro 72 ore dal momento dell’eiaculazione
  • l’uovo può essere fecondato entro 24 ore dal momento dell’ovulazione

Il modod di agire corretto perché questo metodo sia efficace è il seguente:

  •  l’accurata registrazione degli ultimi 6-12 cicli mestruali;
  • successivamente tra questi individuare il ciclo più breve e del più lungo;
  • calcolando con questi dati il presunto periodo fertile, il cui primo giorno si ricava sottraendo 18 al ciclo più breve e il cui ultimo giorno si ricava sottraendo 11 al ciclo più lungo.

Essendo un metodo puramente statistico, perché fa riferimento a ciò che probabilmente potrebbe accadere. Per questo è applicabile solo da donne il cui ciclo mestruale è regolare.

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