Menopausa

menopausa

immagine tratta dal web

 

La menopausa non è una malattia, ma un fenomeno naturale che accomuna tutte le donne.
Iniziamo con un po’ di definizioni.
La menopausa consiste nell‘ultima mestruazione fisiologica nella vita della donna; occorrono 12 mesi di assenza del flusso mestruale per poter stabilire con certezza tale data.
Il climaterio è quel periodo in cui compaiono i classici sintomi menopausali e in genere non va oltre i 5 anni precedenti e i 5 anni seguenti la menopausa.
Distinguiamo inoltre tra premenopausa, ovvero quella fase della vita biologica femminile che precede la menopausa caratterizzata dall’alternanza di cicli ovulatori ed anovulatori, e postmenopausa, quel periodo che segue la menopausa.
Esiste infine anche la menopausa chirurgica (indotta): in questo caso bisogna distinguere la menopausa chirurgica, che è l’ultima mestruazione dopo un intervento chirurgico di asportazione dell’utero in una donna fertile in cui vengono conservate le ovaie, dalla menopausa chirurgica in cui vengono asportate le ovaie in associazione o meno all’asportazione dell’utero (isterectomia). Solo in quest’ultima situazione compaiono i sintomi e  i disturbi tipici della menopausa.

In Italia l’età media di insorgenza della menopausa fisiologica è di 49 anni, con variazioni dai 45 ai 53 anni. Si parla di menopausa prematura se insorge tra i 40 e i 45 anni, precoce prima dei 40 anni e tardiva dopo i 54.

Esistono dei fattori in grado di influenzare l’età di insorgenza della menopausa, come ad esempio etnia, abitudini di vita, fumo, obesità, abortività spontanea, diabete, neoplasie..

Sintomatologia

In base al tempo di comparsa dei disturbi, si possono identificare sintomi che compaiono fin dai primi momenti della menopausa, e altri che compaiono più tardivamente.
Vediamoli nel dettaglio.

Disturbi precoci

  • Vampata di calore: è il sintomo principale, e consiste in una sensazione di caldo che dura pochi minuti, interessa inizialmente il volto, poi si diffonde a tutto il corpo.
  • Sudorazioni: si presentano soprattutto nelle ore notturne, disturbando così il sonno.
  • Insonnia: il sonno è caratterizzato da frequenti risvegli, difficoltà nell’addormentamento ed è meno riposante.
  • Disturbi psicologici: maggiore incidenza di stati ansiosi e depressivi.
  • Disturbi della sfera sessuale: diminuzione del desiderio sessuale, dell’eccitamento e del piacere sessuale (origine psicologica); dispareunia (= dolore durante il rapporto), atrofia e secchezza vaginale (origine organica).

Disturbi tardivi

    • Alterazioni connettivali: la cute appare più sottile, secca e compaiono le rughe; le articolazioni sono più dolenti; le gengive sanguinano più facilmente.
    • Disturbi urinari: sono soprattutto conseguenti al prolasso genitourinario e sono caratterizzati da poliuria (aumento della quantità di urina escreta), incontinenza da sforzo e/o da urgenza, sensazione di pesantezza con cistocele (prolasso della vescica).
    • Atrofia vaginale: progressivo assottigliamento della mucosa vaginale, che diviene più liscia e più sensibile ai traumatismi. La vagina risulta più secca e l’introito vaginale ristretto, condizionando così i rapporti sessuali che divengono più difficoltosi e più dolorosi.
    • Osteoporosi: la menopausa accelera la velocità di perdita della massa ossea. La massima perdita di calcio inizia già prima delle ultime mestruazioni e si continua nei primi 2-3 anni dopo la menopausa, mentre successivamente tale velocità tende a diminuire sensibilmente. Molto importante è la prevenzione, cambiando le abitudini di vita, correggendo un’eventuale alimentazione errata, aumentando l’attività fisica e, se necessario, intervenendo farmacologicamente.
    • Malattie cardiovascolari: la cessazione dell’attività ovarica determina una serie di alterazioni metaboliche che si ritiene siano responsabili dell’aumento del rischio cardiovascolare in tale periodo. Queste alterazioni comprendono un aumento delle LDL, del colesterolo totale e dei trigliceridi; anche la pressione arteriosa, la glicemia a digiuno e il peso corporeo tendono ad aumentare in menopausa.
Terapia ormonale sostitutiva

Il trattamento della menopausa, quando necessario, è a base di ormoni.
In donne in menopausa senza utero (asportazione chirurgica) si somministrano solo estrogeni.
Per le donne in menopausa con utero è prevista l’associazione di un progestinico agli estrogeni per prevenire l’iperplasia e il carcinoma endometriale. Si possono adottare diversi schemi terapeutici, i più seguiti sono:

  • ciclico sequenziale, ovvero estrogeni per 21 giorni associati a 10-12 giorni di progestinico con 7 giorni di sospensione;
  • continuo sequenziale (il più utilizzato in Italia), ovvero estrogeni in modo continuativo associati per 12-14 giorni ogni 28 giorni ad un progestinico;
  • continuo combinato, ossia estrogeni in modo continuativo associati tutti i giorni al progestinico.

Perché la terapia ormonale sostiutiva è utile? Perché è in grado di:

  • far diminuire, se non scomparire, tutti quei sintomi che insorgono immediatamente con la menopausa;
  • prevenire i disturbi urinari, le alterazioni connettivali e l’atrofia vaginale;
  • proteggere dalle malattie cardiovascolari;
  • proteggere dalle fratture ossee.

Esistono però anche delle controindicazioni a tale terapia, quali neoplasia endometriale, carcinoma mammario, tromboflebite in atto, epatite acuta. In alcuni casi non è controindicata, ma richiede un attento monitoraggio; in caso di:

  • pregresso carcinoma dell’endometrio o della mammella;
  • pregressa endometriosi;
  • malattie epatiche gravi;
  • insufficienza renale;
  • epilessia;
  • otosclerosi (patologia dell’orecchio che causa sordità).
Fitoestrogeni

I fitoestrogeni possono essere un’alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, un’alternativa di tipo naturale data la loro provenienza dal mondo vegetale.
Sono composti presenti in numerose piante, caratterizzati da un’azione simile a quella degli estrogeni. Possiamo trovarli ad esempio nella soia e nei suoi derivati, nel trifoglio rosso, nei semi di lino e in altri cereali.
I fitoestrogeni si trovano in natura sottoforma di precursori inattivi; una volta raggiunto l’intestino vengono metabolizzati dalla flora batterica intestinale a composti attivi. Pare che queste sostanze, grazie alla loro struttura chimica simile agli ormoni femminili, nella donna siano in grado di legarsi ai recettori per gli estrogeni.
Tali composti, quindi, possono essere considerati una buona alternativa per quelle donne in cui è meglio evitare la terapia ormonale sostitutiva perché presenti uno o più dei fattori di rischio sopra elencati.

 

E’ vero, la menopausa ci ricorda che l’organismo invecchia, è inutile negarlo. Bisogna accettare di invecchiare bene. Quindi, cosa fondamentale, prenditi cura di te stessa! E segui questi semplici ma utili consigli:

  • migliora le tue abitudini alimentari, riducendo il consumo di sale e mangiando meno ma meglio;
  • correggi lo stile di vita, evitando il fumo, l’alcol e lo stress;
  • pratica attività fisica, moderata ma costante (anche semplicemente camminare, possibilmente 30 minuti tutti i giorni).

 

Ostetrica Lorenza

 


1 Comment on Menopausa

  1. Luciana
    giugno 11, 2016 at 10:46 pm (2 anni ago)

    Articolo chiaro, semplice e centrato. Utilissimo, grazi!

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