Rosolia & Toxoplasmosi in gravidanza

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Rosolia

Prima di concepire un bambino, è importante verificare se si è immuni dalla rosolia e, in caso negativo, sottoporsi alla vaccinazione almeno 3 mesi prima del concepimento. Questa malattia, infatti, se contratta durante la gravidanza e in particolare nel primo trimestre, può causare danni anche gravi al feto.

Ma cos’è la rosolia?
Si tratta di una malattia infettiva causata da un virus ad RNA classificato come rubeovirus. Caratterizzata da esantema maculopatoso e da tumefazioni linfoghiandolari retronucali, retroauricolari e cervicali posteriori, ha generalmente un decorso benigno (forma acquisita). Se contratta durante la gravidanza si parla invece di rosolia congenita.

In gravidanza..
Il 90% circa dei bambini la cui madre contrae l’infezione prima dell’11° settimana di gravidanza andrà incontro a malformazioni congenite. La percentuale si riduce al 33% per infezioni contratte nell’11° e 12° settimana. Nella 13° e 14° settimana il rischio è dell’11%, mentre nella 15° e 16° settimana è del 24%. In seguito non vi sono pericoli di malformazioni, nonostante la trasmissione dell’infezione al feto possa avvenire per tutta la durata della gestazione.

Conseguenze

Le conseguenze dell’infezione contratta in utero sono svariate e imprevedibili, dalla morte del feto alla nascita di un bambino normale, ma portatore del virus. Possono essere distinte in tre categorie:

    1. presenza di segni e sintomi transitori nei bambini affetti;
    2. manifestazioni permanenti che vengono identificate entro il primo anno di vita, tra cui sordità neurosensoriale, difetti cardiovascolari, lesioni ocualri, manifestazioni neurologiche (ritardo mentale, scarsa coordinazione motoria, disturbi comportamentali);
    3. manifestazioni tardive che non compaiono prima del secondo anno di vita e talora non prima dell’adolescenza, tra cui alcune endocrinopatie (diabete mellito insulino-dipendente, tiroidite autoimmunitaria), sordità, danni oculari.
Vaccinazione

Care future mamme, già prima del concepimento, come affermato precedentemente, sarebbe opportuno sapere se siete immuni dalla rosolia (quindi se l’avete già avuta o se siete state vaccinate); per verificarlo è sufficiente un prelievo di sangue che valuta se ci sono o meno gli anticorpi contro tale malattia. Se il test (rubeo test) risulta negativo, è possibile effettuare la vaccinazione anti-rubeolica. A scopo precauzionale, tale vaccinazione è controindicata in gravidanza e, dopo il vaccino, è opportuno attendere almeno 3 mesi prima di concepire.
Il rubeo test rileva la presenza di due tipologie di anticorpi o immunoglobuline: IgG e IgM. Le prime sono gli anticorpi “della memoria”, che si producono 1-2 settimane dopo aver contratto l’infezione ma restano positive per tutta la vita. Le IgM invece si producono nella fase acuta della malattia, quindi sono rilevabili da subito nel sangue.

Tra gli esami del sangue del primo trimestre, tra gli altri, il vostro medico vi prescriverà anche il rubeo test che, se risulta positivo, ovvero avete avuto la rosolia o siete vaccinate (IgG positive, IgM negative), non dovrà più essere ripetuto; se risulta negativo (IgG negative, IgM negative) dovrà essere ripetuto sino al quinto mese.

Toxoplasmosi

Si tratta di una malattia infettiva provocata dal Toxoplasma gondii, un protozoo ampiamente diffuso tra i mammiferi e gli uccelli. In natura tale parassita può presentarsi in tre forme: il trofozoite o tachizoite (forma proliferativa), l’oocita che viene escreto dalle feci dei gatti infetti e la forma cistica, che si trova nei tessuti degli animali infetti.
L’uomo può contrarre l’infezione sia dopo la nascita (toxoplasmosi acquisita), sia durante la vita intrauterina (toxoplasmosi congenita). La prima viene comunemente contratta per ingestione di oocisti mature o di cisti tessutali. Nel primo caso fungono da veicoli gli alimenti, soprattutto le verdure, contaminati da feci di gatti; più rare sono le infezioni derivanti da contatti diretti con i felini o i loro escrementi. L’infezione dovuta all’ingestione di cisti tessutali è invece più frequente: consegue al consumo di carni crude o poco cotte (in particolare ovine, caprine e suine).
La toxoplasmosi congenita invece è la conseguenza del passaggio transplacentare dei tachizoiti. Si verifica soltanto quando una madre non immune contrae l’infezione durante la gravidanza ed è di solito molto grave. Può infatti provocare la nascita di un feto morto, corioretinite, calcificazioni intracerebrali, turbe psicomotorie e idrocefalia o microcefalia. E’ inoltre una delle principali cause di cecità e di altre malformazioni congenite.
Il trimestre più pericoloso è sicuramente il primo; l’infezione durante il secondo o il terzo trimestre provoca invece lesioni neurologiche meno gravi, anche se di riscontro più frequente.

La mamma che contrae l’infezione durante la gravidanza, può anche non accorgersene, dal momento che decorre per lo più in modo asintomatico; quando sintomatica, la manifestazione più comune è una linfoadenopatia, senza febbre, accompagnata da cefalea ed astenia.

Anche in questo caso, come per la rosolia, esiste un esame del sangue per vedere se siete immuni o meno alla toxoplasmosi. Tra i primi esami quindi ci sarà anche il toxo test che, se risulta postivo (IgG positive, IgM negative), non dovrà più essere ripetuto, se invece risulta negativo (IgG negative, IgM negative) dovrà essere ripetuto tutti i mesi.

E adesso concludiamo con alcuni accorgimenti da adottare in caso non siate immuni. E’ importante:

  • prevenire l’infezione da oocisti secrete dai gatti. Come? Lavando bene frutta e ortaggi prima del loro consumo, facendo attenzione che le mosche non vengano a contatto col cibo, disinfettando la lettiera del gatto con acqua bollente, utilizzando i guanti in caso di giardinaggio;
  • prevenire l’infezione da carni, uova e latte. Come? Cuocendo bene la carne, evitando il contatto della mucosa di bocca o occhi mentre si maneggia la carne cruda, evitando di mangiare uova crude, non bevendo latte non pastorizzato.

State tranquille mamme, seguendo questi semplici ma importanti accorgimenti non correrete il pericolo di contrarre l’infezione. E, se risultate immuni sia dalla rosolia che dalla toxoplasmosi, beh…una preoccupazione in meno, nonché meno prelievi di sangue!

 

Ostetrica Lorenza


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