Il Parto Cesareo

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immagine tratta dal web

 

Il taglio cesareo (TC) consiste nell’estrazione del feto, della placenta e delle membrane attraverso un’incisione che interessa la parete addominale e la parete uterina.
Si tratta di un’incisione addominale trasversale effettuata 1-2 cm sopra il pube, di una lunghezza non superiore ai 15 cm. L’incisione longitudinale è ormai sempre più rara ed è prevista in genere negli interventi di emergenza.

Per il parto cesareo si utilizzano generalmente tecniche anestetiche loco-regionali perché, oltre ad essere sicure ed efficaci, permettono a voi mamme di interagire immediatamente con il vostro bambino. Si tratta di un’anestesia spinale, ovvero voi sarete sveglie, e avrete addormentati solo le gambe e l’addome. Si procederà invece ad anestesia generale nel caso in cui si debba eseguire un taglio cesareo urgente, in quanto più rapida della spinale.

Indicazioni

Il taglio cesareo elettivo viene generalmente programmato intorno alla 38°-39° settimana di gestazione. Le principali indicazioni a eseguire tale intervento sono:

  • patologia materna e/o fetale che controindica il parto vaginale;
  • feto in presentazione podalica;
  • situazione trasversa od obliqua;
  • gravidanza gemellare con primo feto in presentazione non cefalica o gravidanza gemellare monoamniotica (1 placenta e 1 sacco amniotico);
  • placenta previa centrale;
  • donna HIV positiva;
  • donna con infezione primaria da herpes genitalis contratto entro 6 settimane dal TC;
  • pregresso taglio cesareo.

Dopo aver effettuato il colloquio e gli esami della 36° settimana, vi verrà assegnato l’appuntamento con il medico anestesista per la visita anestesiologica per il parto cesareo programmato, in modo da valutare l’eventuale rischio anestesiologico della futura mamma. Il medico farà quindi l’anamnesi, in cui è importante riferire eventuali situazioni patologiche precedenti o insorte durante la gravidanza, le allergie, i farmaci assunti. Verranno auscultati cuore e polmoni, misurata la pressione arteriosa e valutati gli ultimi esami ematochimici e l’elettrocardiogramma.
L’anestesista vi fornirà spiegazioni circa il tipo di anestesia più adatta, il digiuno preoperatorio e le tecniche di analgesia postoperatoria.
Al termine del colloquio, vi verrà fatto firmare il consenso informato. In situazioni di urgenza, tutto ciò verrà effettuato direttamente in sala operatoria.

Il giorno dell’intervento, che verrà effettuato in mattinata e durerà circa 40 minuti, non dovranno essere presenti monili, unghie smaltate o ricostruite e lenti a contatto.
Prima di accedere alla sala operatoria, verrà eseguito un tracciato cardiotografico e, se necessario, la tricotomia (depilazione dei peli pubici). Vi verrà inoltre fatto firmare il consenso informato all’intervento.
Una volta nato il bambino, vi verrà somministrata la terapia antibiotica, a scopo profilattico. Come in caso di parto naturale, per le prime 2 ore successive al parto, rimarrete nel blocco operatorio e ogni 30 minuti verranno valutati la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa, la diuresi (avrete il catetere vescicale), il fondo uterino e la perdita ematica.
In questo arco di tempo il piccolo sarà con voi, e l’ostetrica vi aiuterà ad attaccarlo al seno.

Esistono tuttavia dei casi in cui, durante il travaglio, si presentino delle condizioni tali da rendere necessario ricorrere al taglio cesareo, ad esempio un prolasso di funicolo, un’anomalia della presentazione cefalica, alterazioni della frequenza cardiaca fetale, o anche anomalie della dilatazione cervicale.

Vantaggi & Svantaggi

Molto spesso tante donne pensano che il cesareo sia la strada “più facile”, il dolore del parto naturale le spaventa. Ma ricordiamoci che, quando la gravidanza procede regolarmente e le condizioni di madre e bambino sono ottimali, il parto naturale resta il metodo più sicuro per la salute di entrambi e il meno rischioso. Il cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti, e pertanto presenta di per sé qualche rischio in più.

Un vantaggio, forse l’unico, è rappresentato dal fatto di non provare appunto il dolore del parto naturale. Vi evitate tutte le ore di travaglio e, in meno di un’ora, ve la siete cavata. Ma purtroppo non ci sono sconti per nessuna; il dolore, come in ogni intervento, compare dopo qualche ora, quando inizia a svanire l’effetto dell’anestesia. Inoltre avrete una ripresa più lenta rispetto al parto naturale e una meno rapida mobilizzazione, nonché la scomodità delle flebo e del catetere vescicale. Infine per qualche ora dovrete stare a digiuno, e a poco a poco si inizierà a reintrodurre i liquidi.
Un altro svantaggio è rappresentato dal fatto che, svlogendosi il parto cesareo in sala operatoria, il papà non può assistervi.

NB: la montata lattea arriva anche in caso di taglio cesareo! Arriverà, però, circa 24 ore dopo un parto naturale.

Si può partorire naturalmente dopo aver effettuato un cesareo?

Sì! Se per il primo figlio siete dovute ricorrere al taglio cesareo e con il vostro secondogenito desiderate sperimentare il parto naturale, il medico valuterà le vostre condizioni per stabilire se questo è possibile.
E’ previsto quindi il travaglio di prova se:

  • in precedenza c’è stato un solo TC eseguito con incisione trasversale sul segmento uterino inferiore e con decorso postoperatorio regolare;
  • sono trascorsi almeno 15-18 mesi dal precedente TC (in tal modo il rischio di rottura d’utero si riduce notevolmente);
  • la presentazione del feto è di vertice;
  • non ci sono altre complicanze o distocie.

In questi casi la cardiotocografia verrà eseguita in continuo, senza sospenderla. L‘uso dell’analgesia epidurale è inoltre consentito.

Sarà invece necessario ripetere il taglio cesareo se:

  • sono stati effettuati 2 o più TC in precedenza;
  • all’anamnesi risulta un decorso postoperatorio del pregresso TC con complicanze settiche;
  • c’è la persistenza o la ripetizione dell’indicazione primitiva a eseguire il TC (es. presentazioni anomale);
  • sono presenti complicanze dell’attuale gravidanza (es. gestosi, placenta previa centrale);
  • dimostrazione isterografica di anormalità del contorno uterino a livello della pregressa cicatrice o dimostrazione ecografica di un segmento uterino molto assottigliato con spessore inferiore a 3,5 mm.

Concludendo, se il parto per via vaginale non è possibile per le indicazioni precedentemente elencate, ben venga il taglio cesareo. Ma non siate voi a desiderarlo, non perdete la fiducia nel vostro corpo e nella vostra capacità di partorire.

 

Ostetrica Lorenza

 

 

 


1 Comment on Il Parto Cesareo

  1. Lorenza
    gennaio 23, 2017 at 9:50 am (11 mesi ago)

    Grazie per il tuo commento :)

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