Svezzamento: che avventura!

autosvezzamento

 

La maggior parte dei bambini, prima dei sei mesi, non ha bisogno di introdurre altri alimenti o bevande in aggiunta al latte materno. Lo svezzamento per così direi “precoce”, ovvero prima dei sei mesi, si è sviluppato di pari passo con l’utilizzo sempre più diffuso del latte artificiale. Questo perché i bambini che venivano nutriti con latte in formula, dai nutrienti sbilanciati e insufficienti, mostravano segni di malnutrizione che imponevano la precoce diversificazione della dieta. Succedeva così che gli alimenti venivano modificati industrialmente per poterli rendere digeribili da bambini ancora evidentemente troppo piccoli.
Ad oggi, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), in seguito ad una approfondita ricerca scientifica, conferma che introdurre alimenti diversi dal latte materno prima dei sei mesi non porta al bambino né vantaggi dal punto di vista nutrizionale né dal punto di vista della salute. Questo significa viceversa che può portare degli svantaggi! Tra cui:

  • Maggiori probabilità che insorgano allergie o intolleranze alimentari.
  • Maggiore suscettibilità alle infezioni: l’introduzione di nuovi alimenti infatti porta via via alla riduzione di assunzione del latte materno con la conseguente diminuzione di tutti i fattori utili all’organismo di cui è composto (fattori immunitari, tra cui i globuli bianchi, anticorpi, lattoreffina, fattori di crescita ecc..).
  • Possibili effetti sulla salute a lungo termine: intendendo con questo una predisposizione maggiore alle cosiddette “malattie del benessere” (diabete, obesità, tumori, malattie cardiocircolatorie ecc..).

Per capire quando è il momento giusto per introdurre nuovi alimenti, care mamme, avete diversi alleati. Oltre al calendario, che segnerà lo scoccare dei sei mesi di vita del vostro bambino, potete basarvi su altre due cose:

  1. Istinto materno: siete la persona che più di ogni altra conosce il proprio bambino ed è in grado di decifrarne i segnali che vi manda. I bambini, come vi sarete accorte, sono dei formidabili comunicatori non verbali,  ed inoltre, sono dotati di una naturale capacità di autoregolazione dell’appetito, che voi stesse avete imparato a interpretare.
  2. Interesse del bambino verso il cibo: questo è il segnale che primo fra tutti dovrà farvi pensare che il vostro bambino è pronto. Non aspettatevi che accada proprio allo scadere del sesto mese: alcune volte accade prima altre dopo, lo capirete osservandolo.
Come iniziare?

La strategia che da tempo si è rivelata efficace e che può rendere l’introduzione dei cibi solidi un gradevole momento di crescita, consiste semplicemente nel continuare con l’allattamento a richiesta e proporre dei piccoli assaggi di altri cibi nelle ore in cui anche il resto della famiglia siede a tavola, oppure poco prima o poco dopo a seconda di come sia più comodo per la mamma. In questo modo il bambino può fare pratica e prendere confidenza con i nuovi sapori e le nuove consistenze, e allo stesso tempo non verrà a mancargli il nutrimento, che è fornito sempre dal vostro latte. Sarà lui stesso, con i propri ritmi, ad aumentare progressivamente la quantità  di cibo e a diminuire viceversa quella di latte materno. Questo avverrà molto lentamente, secondo l’istinto del vostro bambino.

I ritmi dei pasti

I bambini sono fisiologicamente predisposti dalla natura a seguire dei ritmi: è per loro una vera necessità, e si sentono tranquilli quando possono vivere giornate cadenzate da attività consuete, che si ripetono alle stesse ore. Inoltre, nei primi anni di vita, i bambini apprendono per imitazione dei propri simili. Quindi, ogni bambino (al momento giusto!) sarà felice di poter imitare il resto della famiglia, sedendo a tavola e dividendo con loro lo stesso pasto. Tutto ciò però dovrebbe essere un processo graduale e, cosa più importante, spontaneo! Non si può pensare di obbligare improvvisamente un bambino a cambiare le proprie abitudini, se fino a quel momento era abituato a nutrirsi e a bere quando ne sente la necessità, (sempre secondo la propria capacita di autoregolazione). Una buona idea, per far sì che questo cambiamento avvenga nel migliore dei modi, è quella di far sedere il bimbo nel seggiolone (o in braccio a mamma e papà), quando sarà in grado di stare seduto, anche senza assaggi. In questo modo potrà imparare che quella è l’ora del pasto e nel frattempo potrà osservare e fare proprio il comportamento dei propri famigliari. Ricordatevi sempre però, che per il vostro bambino, l’inizio dello svezzamento è visto come un gioco e non come modo per nutrirsi, quindi la cosa migliore è provare senza forzare: ogni bambino ha i proprio tempi.

Quantità e orari

Proporre quantità prestabilite di cibo potrebbe creare inutilmente dello stress, dovuto al fatto di avere delle aspettative su quanto “dovrebbe” mangiare vostro figlio. Come per noi adulti, anche i bambini hanno necessità di quantità di cibo differenti. Come abbiamo detto precedentemente, devono entrare in gioco il buon senso e l’istinto materno. Iniziate a proporre piccole porzioni alla volta, perché è probabile che i primi assaggi saranno costituiti da uno-due-tre cucchiaini alla volta. Poi via via le porzioni aumenteranno, ma ci vorrà tempo perché il vostro bambino si abitui a finire un piattino pieno di cibo. inoltre, il fatto che contemporaneamente continuiate ad allattare a richiesta vi farà sentire tranquille sapendo che il vostro bambino sta assumendo ciò di cui ha bisogno, mentre pian piano il suo organismo si adatta all’introduzione di cibi solidi.
Per quanto riguarda il momento della giornata più indicato per iniziare l’introduzione dei nuovi alimenti (colazione, merenda, pranzo, cena), c’è da dire che non fa alcuna differenza. E’ importante che lo valutiate in base alla vostra comodità. La cosa importante da tener presente è che, un bambino molto affamato, non sarà ben disposto di fronte ad un cibo per lui ancora sconosciuto e quindi meno invitante del latte materno, quindi la cosa migliore sarà offrire prima di tutto il seno e solo dopo proporre piccoli assaggi di cibi diversi.

Quali alimenti proporre

Un bambino di 6-7 mesi, è sviluppato quel tanto che basta da poter mangiare molti dei cibi che fanno parte della dieta del resto della famiglia, purché si cerchi di evitare il più possibile il sale e lo zucchero e si propongano cibi in forme che è capace di mangiare (frutta morbida a pezzetti o schiacciata, riso cotto e passato in purea, legumi ben cotti, minestre di vario tipo ecc..). Proveremo quindi a fornirvi alcune informazioni di ordine generale sui cibi più importanti:

  • Frutta: non esistono controindicazioni particolari, anche se sarebbe da preferire la frutta di stagione, matura, magari di origine locale. A volte gli agrumi potrebbero provocare reazioni allergiche (basta provare per scoprirlo). Le fragole stesse, che molto spesso vengono incolpate di essere allergizzando, possono essere introdotte con tranquillità. Molti non sanno che l’orticaria che alcune volte provocano origina da un effetto depurativo del frutto stesso. Per sentirvi più sicure iniziate provando con una piccola fragola. Se ne avete la possibilità scegliete frutta di origine biologica! Cercate di evitare, almeno all’inizio di omogeneizzare più frutti insieme: ricordate che il vostro bambino sta scoprendo un mondo nuovo di sapori, e una bella macedonia avrà tempo di gustarsela da più grandicello!
  • Verdure: anche in questo caso non esistono verdure controindicate. E’ vero però che alcuni bambini reagiscono male alle solenacee (pomodori, patate, peperoni) prima dell’anno di vita, ed è quindi prudente aspettare a proporre questi tipi di ortaggio. Anche per la verdura vale la regola di cercare di sceglierla di stagione, possibilmente del luogo e di origine biologica. Cavoli, cavolfiori, broccoli e cipolle sono ricchissimi di vitamine e minerali e contrariamente a quanto si pensa non sono controindicati nella dieta dei bambini.
  • Cereali: esistono diverse scuole di pensiero su quale cereale introdurre per primo. Molti suggeriscono di iniziare con riso, miglio e orzo. Tutte e tre sono solitamente molto graditi dai bambini. Il miglio, grazie alla sua consistenza morbida e alla sua tendenza a disfarsi durante la cottura è indicato nei primi mesi di svezzamento. Questi stessi cereali potrete macinarli e ridurli in farina, con la quale, in aggiunta di un liquido, potete preparare deliziose pappette. Quando invece deciderete di introdurre la pasta, non sarà necessario scegliere quella prodotta appositamente per i bambini (spesso costosa e addizionata di integratori inutili), ma sarà sufficiente scegliere prodotti di buona qualità, composti esclusivamente da grano duro e acqua. Per le minestrine invece è importante scegliere pastina di piccole dimensioni, cuocendola bene. Anche il cous cous può essere utilizzato a questo scopo.
  • Legumi: costituiscono un’ottima fonte di proteine vegetali. Si può iniziare con le lenticchie decorticate, che con la cottura si riducono in purea. Si potranno via via introdurre anche gli altri, magari introdotti nelle minestrine, sempre ben cotti, in piccole quantità e possibilmente di origine locale.
  • Carni: come molti sanno, il consumo di carni andrebbe ridotto drasticamente, sia per ciò che può causare alla nostra salute, sia per quanto riguarda l’impatto ecologico ed ambientale. Quindi è bene proporla ai bambini una-due volte la settimana in quantità ridotte. All’inizio procedete per piccolissimi assaggi, direttamente dal vostro piatto, tritandone grossolanamente un pezzettino.
  • Condimenti: i condimenti che vengono utilizzati dal resto della famiglia andranno bene anche per il piccolino, purché sani! I più indicati sono: l’olio extra-vergine di oliva e altri oli pregiati spremuti a freddo e non raffinati, come l’olio di semi di girasole. Questi contengono buone quantità di acidi grassi e vitamine indispensabili per lo sviluppo del bambino. Il sale nel primo anno di vita non è indispensabile. Possono invece essere sfruttate le erbe aromatiche per insaporire i cibi.
  • Sale e zucchero: sono due sostanze presenti in quantità massicce in tutti i preparati industriali (purtroppo anche nei prodotti della prima infanzia). Il loro consumo, specialmente se in quantità elevate è associato a numerose patologie, tra cui obesità e malattie cardiocircolatorie, oltre che provocare una spiacevole dipendenza. Fino all’anno di vita comunque queste due sostanze non sono indispensabili per il bambino. Nel momento in cui verranno introdotti, cercate di fare buone scelte: preferite sale marino integrale e limitatene le dosi anche per i cibi che preparate per voi, aumentando magari l’uso di erbe aromatiche e spezie. Per dolcificare utilizzate il miele, lo zucchero grezzo (sempre in basse quantità e verso l’anno di vita!)
  • Bevande: l’acqua è il miglior dissetante che ci sia! Alcune volte è da preferire quella del rubinetto di casa, maggiormente controllata e sicuramente economica. Evitate l’utilizzo abituale di succhi di frutta e bevande zuccherate: non ce n’è alcun bisogno, ed anzi, il loro utilizzo molto spesso provoca una riduzione del consumo di frutta. Inoltre molti di questi contengono zuccheri ed addittivi industriali, che molto spesso provocano dipendenza, e sappiamo benissimo che un loro consumo esagerato, è oggi collegato ad un elevato rischio di sovrappeso. Se porterete avanti l’allattamento a richiesta comunque, all’inizio sarà difficile che il vostro bambino abbia necessità di bere acqua, ma se sarà lui a cercare il bicchiere per provare questa nuova esperienza ben venga!
  • Cibi che andrebbero introdotti all’anno di vita (o oltre): sono quegli alimenti a più difficile digeribilità, come il pesce (soprattutto molluschi e crostacei), l’uovo (in particolare l’albume), la carne rossa e la carne di maiale (affettati compresi), i dolcificanti (come  miele e zucchero di canna), gli agrumi, alcuni semi oleosi (es. le arachidi), la maggior parte dei formaggi, le verdure della famiglia delle solenacee (pomodori, peperoni, patate). Per quanto riguarda il latte vaccino, se continuate ad allattare a richiesta, non è assolutamente necessario introdurlo sino all’anno di vita o anche oltre. Preferite comunque quello fresco a quello speciale per bambini, e moderatene la quantità.

Speriamo di essere state esaustive. Ricordatevi mamme, che lo svezzamento, almeno all’inizio, per il vostro bambino è un gioco. Sperimentate, osservate, provate, ma cercate di farlo con armonia, sapendo che se il vostro bambino ha la possibilità di poppare a richiesta ha già tutto quello di cui ha bisogno (per adesso!)

Ostetrica Carlotta


2 Comments on Svezzamento: che avventura!

  1. Manu
    giugno 20, 2014 at 6:01 pm (3 anni ago)

    Molto interessante ed esaustivo il vostro post.
    Anche noi parliamo di svezzamento, se vi va veniteci a trovare.

    Ciao ciao
    Manu

    Rispondi
    • Lorenza
      giugno 23, 2014 at 4:29 pm (3 anni ago)

      Grazie per il commento Manu! Molto interessante anche il vostro sito.
      Ciao

      Rispondi

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