Malattie a trasmissione sessuale: conoscerle per proteggersi

 

Immagine tratta dal web

 

In medicina, una malattia sessualmente trasmissibile (nota anche con l’acronimo MST) è una malattia infettiva che si trasmette o diffonde principalmente per contagio diretto in occasione di attività sessuali. Oggi è noto che queste patologie sono in genere causate dalla trasmissione di batteri, virus, parassiti o funghi che passano da un corpo all’altro attraverso il contatto della pelle (o delle mucose genitali) o con liquidi organici infetti (in alcune malattie anche la saliva). Sebbene la via di contagio sia principalmente quella sessuale, talvolta vengono colpiti anche altri organi oltre a quelli genitali. Inoltre, purtroppo, si possono trasmettere anche dalla madre al feto, durante la gravidanza, o dalla madre al neonato con l’allattamento. Una caratteristica fondamentale di tutte queste infezioni sono delle perdite vaginali. Vediamo insieme cosa succede durante l’infezione.

Leucorrea: che cosa fare in caso di infezione?

La leucorrea, ossia la presenza di perdite vaginali biancastre, è un fenomeno naturale che si verifica durante tutto il ciclo femminile e ha un ruolo fisiologico di protezione e lubrificazione dell’apparato genitale femminile. Quando tuttavia queste diventano abbondanti, di colore decisamente bianco, giallastro o verdastro, si accompagnano a bruciore, prurito, cattivo odore e irritazioni estese allora possono essere il sintomo di un’infezione in atto.
Le infezioni più frequenti associate a leucorrea sono: la candidosi vulvovaginale (detta comunemente “candida”), le vaginosi batteriche e la vaginite da Thricomonas. Più raramente la leucorrea può essere dovuta a clamidia o gonorrea.
Dal momento che sintomi simili possono essere dovuti a cause diverse, è importante affidarsi al proprio medico per la diagnosi e la terapia da mettere in atto.

Candidosi vulvovaginale (Candida)

L’infezione è solitamente causata da un microrganismo (fungo), la Candida Albicans, che può essere normalmente presente nel nostro organismo in maniera inoffensiva. Tuttavia in condizioni particolari (ad esempio dopo una terapia antibiotica o quando le difese immunitarie sono più deboli) si può riprodurre velocemente e provocare un’infiammazione.
Il sintomi tipici della candidasi vulvovaginale includono: perdite bianche e prurito a cui possono associarsi irritazione, bruciore, dolore a urinare e durante i rapporti sessuali.
La candida non è considerata un’infezione trasmessa per via sessuale, tuttavia in caso di infezioni ricorrenti il medico può decidere di proporre la terapia anche al partner.

Come si cura?

La terapia dipende dal tipo di infezione in atto. In generale, la terapia maggiormente utilizzata prevede l’utilizzo di farmaci ad uso esterno, come ovuli creme o lavande vaginali, in dose singola o con un trattamento da 1 a 6 giorni, oppure di farmaci in pillole per via orale in un’unica dose. Nei casi invece più complicati, quando l’infezione è più grave ed è accompagnata da eritemi estesi ed escoriazioni, la terapia è di durata maggiore: 1-2 settimane con farmaci ad uso esterno e almeno 3 giorni se vengono prescritte pillole ad uso orale. In caso di infezioni ricorrenti (quando cioè la candida si presenta più di 4 volte in un anno) la terapia va ripetuta periodicamente per i 6 mesi successivi.

In caso di gravidanza?

L’infezione non si trasmette al bambino, ma è importante intraprendere la terapia anche durante la gravidanza. Molti dei farmaci ad uso topico esterno possono essere utilizzati anche in gravidanza, mentre sono controindicati gli antimicotici per via orale (in pillole).

Vaginosi batteriche

Normalmente all’interno della vagina sono presenti colonie di microrganismi “buoni”, detti lattobacilli, che ci aiutano a stare in salute. Se si verifica una crescita veloce di colonie di batteri “cattivi”, detti anaerobi, a scapito dei lattobacilli, allora si ha una vaginosi batterica.
In circa la metà dei casi queste vaginosi non danno alcun sintomo e non hanno particolari conseguenze per la salute, quindi molte donne potrebbero esserne affette senza accorgersene. Negli altri casi si verificano sintomi tipici, fra cui perdite bianche o grigiastre con odore di pesce e irritazioni.
Le vaginosi non sono considerate infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali e la causa non è ancora chiara.

Come si cura?

La terapia prevede l’uso di antibiotici, o in pillole per via orale o sotto forma di creme o gel da utilizzare direttamente in vagina. Non è prevista invece nessuna terapia per il partner.

In caso di gravidanza?

Circa 10-20% delle donne in gravidanza presentano una vaginosi batterica: questa può rappresentare un fattore di rischio di parto pretermine, di corionamnionite, di rottura prematura delle membrane o di aborto spontaneo. Anche in gravidanza viene prescritta una terapia antibiotica nel caso in cui le donne avvertano i sintomi dell’infezione. Se durante una visita il medico accerta la presenza di vaginosi batterica in una donna in gravidanza senza alcun sintomo, potrà a seconda del caso proporre o meno una terapia.

Vaginite da Thricomonas

Questa infezione è dovuta a un microrganismo (un protozoo, il Thricomonas vaginalis) e si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Colpisce sia gli uomini che le donne, ma mentre in queste ultime i sintomi sono evidenti (perdite giallo verdastre maleodoranti e irritazioni), nella maggior parte degli uomini l’infezione non dà alcun sintomo.

Come si cura?

La terapia prevede l’uso di antibiotici in pillole per via orale. I farmaci ad uso locale non sono ugualmente efficaci. La terapia deve essere effettuata anche dal partner e i rapporti sessuali vanno evitati fino alla guarigione.

In caso di gravidanza?

La vaginite da Thricomonas in gravidanza può aumentare il rischio di parto pretermine e di rottura prematura delle membrane. Per questo anche in gravidanza viene prescritta una terapia antibiotica.

Gonorrea

E’ un’infezione provocata da un microrganismo ( il gonococco o Neisseria gonorrhoeae): colpisce sia gli uomini che le donne e si trasmette attraverso i rapporti sessuali. In una donna su due l’infezione non porta alcun sintomo, nelle altre i sintomi tipici sono leucorrea (perdite vaginali giallo-verdastre), dolori alla parte bassa dell’addome, bruciore quando si urina. Se non trattata la gonorrea nelle donne può provocare in circa 15 casi su 100 malattia infiammatoria pelvica, che a sua volta può essere causa di sterilità e gravidanze extrauterine.
Nell’uomo l’infezione è asintomatica in solo 1 caso ogni 10 e i sintomi tipici sono bruciore quando si urina e perdite giallastre (mucopurulente).
La gonorrea può colpire anche gli occhi, provocando congiuntiviti, e la faringe, portando mal di gola. In quest’ultimo caso l’infezione può trasmettersi agli organi genitali attraverso rapporti orali.
Quando il medico fa una diagnosi di gonorrea valuta anche la possibilità di una contemporanea infezione da Clamidia, perché spesso è presente insieme alla gonorrea: in questo caso verrà scelta una terapia che possa risolvere entrambe le infezioni.

Come si cura?

La terapia prevede l’uso di antibiotici e deve essere effettuata anche dal partner: i rapporti sessuali vanno evitati fino alla guarigione.

In caso di gravidanza?

La gonorrea può trasmettersi dalla madre al bambino durante il parto e provocare congiuntiviti e ulcere alle cornee anche molto gravi che possono portare fino alla cecità. Per questo durante la gravidanza viene prescritta una terapia antibiotica. Inoltre per limitare ulteriormente i rischi di infezioni agli occhi, in Italia a tutti i neonati entro un’ora dalla nascita si somministrano gocce di collirio antibiotico.

Clamidia

Questa infezione è provocata da un batterio, Chlamydia trachomatis: può colpire sia le donne che gli uomini e si trasmette attraverso i rapporti sessuali.
Spesso chi è colpito non sa di esserlo perché nelle donne in circa 8 casi su 10 e negli uomini in 5 casi su 10 non porta alcun sintomo. Nell’uomo sintomi tipici sono bruciore quando si urina, perdite biancastre e infiammazioni dell’uretra. Se non trattata la clamidia nell’uomo può portare a una forma di artrite nota col nome di sindrome di Reiter, che può colpire anche le donne ma più raramente.
Nelle donne i sintomi, quando presenti, comprendono: leucorrea (perdite vaginali), perdite di sangue fra un ciclo mestruale e il successivo, bruciori quando si urina, dolori alla parte bassa dell’addome. La clamidia, se non viene curata, nelle donne può provocare malattia infiammatoria pelvica, che a sua volta può essere la causa di sterilità e gravidanze extrauterine.

Come si cura?

La terapia prevede l’uso di antibiotici. La terapia deve essere effettuata anche dal partner e i rapporti sessuali vanno evitati fino alla guarigione.

In caso di gravidanza?

La clamidia, se non viene trattata, può portare a complicazioni fra cui: parto pretermine, rottura prematura delle membrane e neonati di basso peso alla nascita. Inoltre può trasmettersi dalla madre al bambino durante il parto e provocare congiuntiviti e polmoniti. Per questo nel caso in cui il medico, durante le visite di controllo in gravidanza, accerta la presenza di una infezione da clamidia, prescrive una terapia antibiotica.

Altre patologie assimilabili

Non dimentichiamoci che tra le malattie a trasmissione sessuale (anche se non a trasmissione sessuale esclusiva) rientrano diverse patologie, per certi aspetti più gravi delle precedenti, tra cui:

  • AIDS, dovuta a infezione da retrovirus HIV (Trasmissione per il tramite di sangue, liquido seminale, secreto vaginale, latte materno, attraverso il contatto di questi elementi elencati con ferite aperte, ulcere, escoriazioni, occhi e mucose. Percentuale di modalità di contagio: sessuale 85%, tossicodipendenza 10%, emotrasfusioni 5%).
  • Epatite C
  • Epatite B

Metodi di prevenzione

L’abbiamo già detto, ma ripetere non fa mai male: “Prevenire è meglio che curare!” L’informazione, le normali misure igieniche e la prudenza nel contrarre rapporti di tipo sessuale sono, da soli, un valido aiuto contro la proliferazione di queste patologie. Alcuni metodi contraccettivi, o comunque strumenti a barriera, svolgono anche funzione di difesa in questo caso, in particolare il profilattico, il profilattico femminile, mentre gli altri metodi anticoncezionali non proteggono dalle MTS!

Ostetrica Carlotta

 


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