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Ginnastica mamma-bambino: tornare in forma dopo il parto

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La ginnastica mamma-bambino consiste in un metodo pensato appositamente per le neomamme sia per recuperare la forma fisica dal punto di vista estetico, sia per conquistare il benessere psico-fisico, senza rinunciare alla compagnia del proprio figlio; anzi, passeggino e bambino sono indispensabili!
Praticare regolarmente (l’ideale sarebbe 3 volte a settimana, ma anche una sola volta si rivela sicuramente utile) questo tipo di attività significa andare ad aumentare il consumo calorico, rinforzare gli arti inferiori e superiori, tonificare e recuperare addominali e pavimento pelvico.

Quando si può iniziare?
Già dalla sesta settimana dopo il parto! Ma è comunque consigliato sottoporsi prima ad una visita dal proprio medico di base/ginecologo, specialmente in caso di taglio cesareo.

Vantaggi
  • Aumento del livello di energia: un esercizio moderato e non esagerato ha un potere rivitalizzante! Alla fine della lezione vi sentirete più cariche rispetto a quando avete iniziato!
  • Diminuzione dello stress: praticare questo tipo di allenamento vi aiuterà a produrre endorfine, che vi faranno sentire più rilassate; inoltre vi permetterà di distogliervi per un’oretta dalle vostre incombenze quotidiane, migliorando così il vostro umore.
  • Incremento del consumo calorico: con l’esercizio fisico andrete a bruciare calorie e ad aumentare la vostra massa magra, innalzando così il vostro metabolismo basale.
  • Miglioramento della postura.
  • Socialità: allenarsi insieme ad altre mamme e figli vi permetterà di aumentare la vostra concentrazione, oltre a condividere esperienze e, perché no, a trovare qualche nuova amica.

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Ginnastica perineale

Ginnastica perineale

Il pavimento pelvico è la struttura muscolare che chiude, verso il basso, la cavità del bacino. E’ costituito da diversi muscoli che lavorano con lo scopo di fornire forza, protezione e resistenza agli organi soprastanti (compresi quelli addominali).
E’ una struttura molto importante durante il parto, poiché permette il movimento delle articolazioni del bacino e costituisce una guida per il bambino verso la nascita.
La struttura muscolare del perineo si divide in tre strati: superficiale, intermendio e profondo.
La porzione superficiale (colorata in verde) va a costituire gli sfinteri urogenitali (uretra, vagina e retto). Sono quelli che si attivano ad esempio quando, mentre facciamo pipì, interrompiamo il getto.
La porzione intermedia (colorata in giallo) prende il nome di diaframma urogenitale, ed ha il compito di sostenere vescica ed utero, e di contrapporsi agli aumenti di pressione endoaddominale che spingono questi organi verso il basso (es. tosse, starnuti).
Lo strato profondo (colorato in rosso) prende il nome di diaframma pelvico, e forma un’amaca intorno ai meati urogenitali. E’ essenziale nella costituzione di un perineo stabile e nella continenza fecale.

pavimento-pelvico

Perché allenare il perineo è così importante?

Innanzi tutto, dobbiamo dire, che è importante per le donne di tutte le età conservare la forza dei muscoli del pavimento pelvico. Soprattutto poi, tutte quelle donne affette da incontinenza da sforzo, ossia quelle che continuamente perdono urina quando tossiscono, starnutiscono o eseguono esercizi fisici, traggono molto vantaggio da tali esercizi.
Nelle donne in gravidanza invece, tali esercizi aiutano l’organismo a far fronte al crescente peso del nascituro. Muscoli sani e tonici prima della nascita del bambino, si riprenderanno più in fretta dopo il parto.
Con l’invecchiamento, è importante che la donna conservi la forza dei muscoli del pavimento pelvico perché in occasione della menopausa i muscoli subiscono delle alterazioni e potrebbero indebolirsi. In questa condizione, effettuare con regolarità e nel modo corretto, gli esercizi per il pavimento pelvico contribuisce a minimizzare gli effetti delle menopausa sul supporto pelvico e sul controllo della vescica. (altro…)

Puerperio & Maternity blues

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Il puerperio è il periodo di tempo che inizia subito dopo l’espulsione o l’estrazione della placenta e termina con la ripresa dell’attività ovarica.
Convenzionalmente si assegna al puerperio una durata di 6-8 settimane, poiché in tale intervallo normalmente si completa la regressione della maggior parte delle modificazioni gravidiche a carico dei vari organi e apparati.

In circa lo 80% delle donne che non allattano la mestruazione ricompare entro 40-50 giorni dal parto.
Invece, nella maggior parte delle donne che allattano, la durata dell’amenorrea è maggiore (circa 70 giorni); in molti casi l’amenorrea dura per tutto il periodo dell’allattamento, talvolta, addirittura, si può protrarre per diversi mesi dopo l’interruzione dell’allattamento, specialmente quando è stato molto prolungato.

Il puerperio viene considerata una fase molto delicata della vita della donna, sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista fisico, caratterizzato da una perdita legata alla conclusione della gravidanza e da un’acquisizione portata dalla nascita del figlio. Durante le settimane del puerperio infatti sono molti i disturbi, più o meno pesanti, che contribuiscono a smorzare l’entusiasmo derivante dalla nascita di un bambino.

L’atteggiamento psichico della donna che ha avuto un parto normale è caratterizzato di solito da un senso di soddisfazione per essere divenuta madre e nello stesso tempo da un senso di responsabilità verso il nuovo essere. Tuttavia, coesiste uno stato di labilità emozionale, per cui la puerpera facilmente piange o ha crisi di depressione senza motivo apparente e si preoccupa in modo esagerato se ha l’impressione che la salute del neonato sia minacciata.

Queste variazioni dell’umore sono molto frequenti, hanno breve durata e quasi costantemente scompaiono entro pochi giorni dal parto. (altro…)