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Il massaggio infantile

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Il massaggio può essere definito come qualsiasi forma di stimolazione tattile eseguita con le mani e in modo sistematico.
Il massaggio infantile è una forma di comunicazione che esprime amorecura rispetto attraverso il tatto. E’ un’interazione fatta di carezze e coccole; una combinazione di esercizi che non vengono semplicemente eseguiti sul bambino, ma CON il bambino.

Tanti sono i benefici, sia per il genitore sia per il bambino.

Benefici per il bambino:

  • sviluppa il senso di sentirsi amato, rispettato e al sicuro
  • allevia disturbi legati al sistema digerente, come costipazione e coliche
  • allevia i sintomi del raffreddore
  • il massaggio alle gengive aiuta a ridurre il dolore della dentizione
  • aiuta a sviluppare il primo senso del bambino: il tatto
  • promuove il rilassamento
  • regolarizza il ritmo sonno-veglia
  • aiuta lo sviluppo fisico e mentale, la coordinazione e la consapevolezza del proprio corpo.

Benefici per i genitori:

  • è un modo efficace di comunicare con il proprio bambino, attraverso le mani e la voce
  • offre ai genitori gli strumenti per alleviare i tipici disturbi del piccolo
  • può prevenire o alleviare la depressione post-parto
  • aiuta i genitori a comprendere i bisogni del proprio bambino
  • promuove il rilassamento e il naturale istinto del prendersi cura
  • offre un momento di contatto pelle a pelle per mamme che non allattano al seno.

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“Morte in culla”: 10 regole fondamentali per prevenirla

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La SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), comunemente conosciuta come “morte in culla“, consiste nella morte inattesa ed improvvisa che avviene durante il sonno in un lattante apparentemente sano di età inferiore a un anno.

Non sono del tutto note le cause, ma attualmente un valido strumento in grado di ridurre il rischio consiste nella conoscenza e messa in atto di alcune semplici regole comportamentali, che hanno infatti ridotto significativamente il numero di morti per SIDS.

Vediamole nel dettaglio.

  1. Fate dormire il vostro bambino a pancia in su, sia durante il giorno, sia durante la notte. Fate in modo che i piedini tocchino la base della culla, in modo che il bimbo non scivoli sotto le coperte durante il sonno.
  2. Fate dormire il bambino su materassi rigidi, non fatelo dormire ad esempio su cuscini, trapunte o altre superfici morbide.
  3. Allontanate gli oggetti morbidi dal letto del vostro bimbo, inclusi giochi e biancheria sfusa (pigiamino, lenzuola).
  4. Non fumate in gravidanza, non fumate davanti al vostro bambino, e non permettete ad altri di farlo. Evitate gli ambienti dove si fuma o dove si è fumato.
  5. Non fate dormire il bimbo nel lettone con voi. Fatelo dormire tranquillamente nella vostra stanza, ma non nel lettone. Dopo la poppata, rimettetelo nel suo lettino.
  6. Non lo coprite eccessivamente. Non copritelo troppo durante il sonno, non avvolgetelo stretto nella coperta e non coprite la testa con le lenzuola. Utilizzate indumenti leggeri e mantenete la stanza ad una temperatura confortevole per un adulto.
  7. Se ha la febbre, scopritelo. In caso di febbre, può aver bisogno di essere coperto di meno.
  8. Potete utilizzare il ciuccio quando dorme. L’uso del succhiotto è consentito durante il sonno, tuttavia non lo obbligate a tenerlo e soprattutto non introducetelo prima dei 30-40 giorni di vita. Evitate inoltre sostanze edulcoranti in cui intingere il ciuccio.
  9. Evitate prodotti per il monitoraggio del sonno, creano facilmente ansie e non risultano particolarmente efficaci e sicuri.
  10. Allattate il vostro bimbo al seno!!

Tenendo bene a mente questi semplici ma fondamentali consigli, potete stare tranquilli! Diffondeteli anche a nonni, zii, baby-sitter e chiunque si prenda cura del vostro bambino.

 

Ostetrica Lorenza

Svezzamento: che avventura!

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La maggior parte dei bambini, prima dei sei mesi, non ha bisogno di introdurre altri alimenti o bevande in aggiunta al latte materno. Lo svezzamento per così direi “precoce”, ovvero prima dei sei mesi, si è sviluppato di pari passo con l’utilizzo sempre più diffuso del latte artificiale. Questo perché i bambini che venivano nutriti con latte in formula, dai nutrienti sbilanciati e insufficienti, mostravano segni di malnutrizione che imponevano la precoce diversificazione della dieta. Succedeva così che gli alimenti venivano modificati industrialmente per poterli rendere digeribili da bambini ancora evidentemente troppo piccoli.
Ad oggi, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), in seguito ad una approfondita ricerca scientifica, conferma che introdurre alimenti diversi dal latte materno prima dei sei mesi non porta al bambino né vantaggi dal punto di vista nutrizionale né dal punto di vista della salute. Questo significa viceversa che può portare degli svantaggi! Tra cui:

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Ittero neonatale

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L’ittero consiste in una colorazione giallastra della cute e della parte bianca degli occhi (sclera), dovuta all’accumulo nel sangue di bilirubina, una sostanza derivante dalla normale disgregazione dei globuli rossi.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di una condizione del tutto fisiologica, e può interessare sia i neonati pre-termine (80%) sia i neonati a termine (60%).
Compare di norma fra il secondo e quarto giorno di vita, e tende a scomparire spontaneamente entro una decina di giorni, quando l’organismo del piccolo riesce a smaltire la bilirubina con le normali funzioni, quali mangiare e andare di corpo.

Perché si verifica? Per diversi motivi:

  • i neonati producono più bilirubina rispetto agli adulti;
  • il fegato dei neonati si sta ancora sviluppando, pertanto può non essere in grado di rimuovere dal sangue la giusta quantità di bilirubina;
  • l’intestino riassorbe troppa bilirubina prima che l’organismo del neonato riesca ad espellerla con le feci.

Esistono tuttavia dei fattori di rischio. Ecco i più comuni:

  • prematurità;
  • diabete gestazionale;
  • asfissia durante il parto;
  • ipossia;
  • ipoglicemia;
  • policitemia (aumento del n° di globuli rossi nel sangue);
  • disidratazione;
  • familiarità. (altro…)

La cura del neonato

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Una volta arrivati a casa dopo l’ospedale, spesso ci si sente impauriti ed impreparati su come prendersi cura del proprio piccolo, specialmente se si tratta del primo figlio.
I primi giorni potranno sembrarvi complicati, ma non scoraggiatevi! Con il tempo e con la pratica imparerete a conoscere i bisogni del vostro bimbo e tutto apparirà più semplice.

Trattamento del moncone ombelicale

Il primo accorgimento che dovete avere, è sicuramente nella pulizia del cordone ombelicale. Sentirete pareri discordanti al riguardo: chi vi dirà di utilizzare acol etilico, chi acqua ossigenata e chi, come noi, niente di tutto ciò. Infatti, il residuo di cordone ombelicale (moncone), dovrebbe essere tenuto il più possibile asciutto e pulito, al fine di diminuire la probabilità di contaminazione e di infezione e di favorire il processo di mummificazione, facilitandone così la caduta.

Dopo un accurato lavaggio delle mani, la zona ombelicale va controllata più volte al giorno: il moncone va avvolto in una garzina sterile, rivolto verso l’alto e mantenuto fuori dal pannolino, onde evitare il contatto con feci e urine e per consentire una rapida mummificazione.
Non utilizzate disinfettanti, se non dopo avere constatato segni di infiammazione o di infezione.
Normalmente entro una decina di giorni si osserverà la caduta del moncone. Se trascorsi più di 15-20 giorni il distacco non è avvenuto, è bene rivolgersi al pediatra. (altro…)

Allattare, un gesto d’amore (Parte 2)

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Come avete scoperto nello scorso articolo, quel liquido che a voi sembra privo di nutrimento è in realtà una sostanza dalle mille risorse! Ma questo è solo l’inizio di un meraviglioso processo che è la formazione del latte.
Nei giorni successivi al parto il colostro si trasforma gradualmente diventando più opaco e progressivamente più bianco, il cosiddetto latte di transizione. La formazione del latte maturo, la montata lattea, avviene in genere 2 o 3 giorni dopo il parto e più tardivamente, circa 3-4 giorni, dopo il taglio cesareo. Questi tempi sono comunque variabili e individuali. Durante questi giorni sentirete il seno teso, ingrossato, caldo e leggermente dolorante, non vi spaventate, sono i segni che indicano l’arrivo della montata lattea e durano solo alcuni giorni.
Vediamo ora da cosa è composto il latte materno.
La composizione del latte varia da donna a donna e i componenti del latte materno forniscono sia i nutrienti sia le sostanze che aiutano la digestione, la crescita, lo sviluppo e danno protezione contro le infezioni.
Il latte materno pretermine (prodotto da una donna che ha partorito prima della 37° settimana di gravidanza) contiene una maggiore quantità di proteine, maggiori livelli di alcuni minerali, come il ferro, e ha proprietà immunologiche maggiori rispetto al latte maturo, il che lo rende più adatto ai bisogni del neonato nato prima del termine.
Il latte materno maturo contiene tutti i nutrienti principali: proteine, carboidrati, grassi, ormoni, vitamine, minerali e acqua, in quantità che rispecchiano i bisogni del bambino. Esso cambia in relazione all’ora del giorno, alla durata di una poppata, ai bisogni del bambino
e alle condizioni della madre.
La composizione del latte materno cambia anche all’interno della stessa poppata: il primo latte, prodotto all’inizio della poppata è meno grasso e più ricco di acqua e lattosio mentre il latte terminale è molto più ricco di grassi e utile per la crescita del bambino.
Nei primi 6 mesi, il bambino soddisfa le proprie esigenze fisiologicamente: se ha sete assume prevalentemente il primo latte, se ha fame rimane attaccato più a lungo, fino a prendere anche il latte terminale.
Per quanto riguarda il sapore del latte materno, questo dipende dalla dieta della madre e le variazioni di sapore abituano il bambino ai
cibi consumati in famiglia e al passaggio a questi cibi nel momento in cui il bambino sarà pronto, in genere dopo i 6 mesi compiuti.
Durante l’allattamento, è sufficiente la normale igiene della mamma con lavaggio quotidiano, anche solo con acqua, mentre non è necessario lavare il seno dopo ogni poppata e va evitato l’uso di creme o unguenti o di saponi profumati. La mammella è provvista di ghiandole sebacee (del Montgomery) che provvedono a una naturale disinfezione dell’areola! (altro…)

Screening neonatale

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Care mamme, con la Legge 104/1992 è stato possibile andare a vedere se per caso il vostro piccolo possa essere affetto da alcune malattie metaboliche congenite, che, se evidenziate precocemente, possono essere tenute maggiormente sotto controllo, permettendo così di ridurre al minimo le loro manifestazioni. Vediamo insieme quali sono le malattie che si possono scoprire con lo screening:

  • Ipotiroroidismo congenito (1 su 3500-4000 nati), deficit funzionale della tiroide, con ritardo dell’accrescimento, dello sviluppo psicomotorio e intellettivo. In questo caso noteremo un valore elevato di TSH (ormone stimolante la tiroide) e una insufficiente produzione degli ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). Questo quadro caratterizza il cosiddetto ipotiroidismo primitivo. In altre situazioni il difetto può interessare ipotalamo e ipofisi, pertanto si osserveranno valori bassi sia dell’ormone TSH che degli ormoni T3 e T4. In tal caso si parla di ipotiroidismo secondario.
  • Fenilchetonuria (PKU), interessa 1 su 11.000 nati ed è data dall’accumulo dell’aminoacido fenilalanina nel sangue e nelle urine, dovuto alla carenza congenita di un enzima che normalmente converte la fenilalanina nell’aminoacido tirosina. La fenilalanina viene solo in parte smaltita nelle urine e in parte viene convertita in acido fenilpiruvico che, essendo tossico, causa gravi compromissioni del sistema nervoso centrale. In questi casi verrà pertanto prescritta una dieta appropriata da seguire.  NB: in questo caso il bambino non può essere allattato al seno.
  • Fibrosi cistica, colpisce 1 su 25.000 nati ed è causata dalla mutazione del gene che codifica una proteina la cui funzione è quella di trasportare cloro e iodio dalle membrane cellulari delle cellule epiteliali di apparato respiratorio, pancreas, intestino e ghiandole sudoripare. Tale anomalia causa a carico di molte ghiandole a secrezione interna una abnorme produzione di muco spesso denso e vischioso, con conseguente ostruzione dei dotti principali e quindi causando ripetute infezioni a livello dell’albero bronchiale, insufficienza pancreatica, malnutrizione, ostruzione intestinale, ecc.

Come si effettua lo screening?
Tra la 36° e la 48° ora dalla nascita verrà eseguito un piccolo prelievo sul tallone del neonato, al fine di evidenziare l’eventuale presenza di tali patologie e di instaurare così un trattamento precoce.

Mamme, non preoccupatevi se qualche parola vi sembra difficile. Tutto vi verrà spiegato una volta nato il bimbo e in qualunque momento vogliate saperne di più!

Ostetrica Lorenza

La valigia per il parto

Immagine tratta da web

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Eccoci, ci siamo! La gravidanza sta giungendo al termine, ed è arrivato il momento di preparare la valigia con tutto l’occorrente che ci servirà durante il ricovero in ospedale. Il nostro rappresenta solo un suggerimento su quanto di essenziale vi potrà servire, poi sarete libere di aggiungerci tutto ciò di cui pensate aver bisogno..

Per la mamma:

  • Cartellina della gravidanza (completa di tutti gli esami eseguiti)
  • Tesserino sanitario e carta d’identità
  • Vestaglia o golfino
  • Camicie da notte o pigiami (aperti sul davanti per favorire l’allattamento al seno)
  • Mutandine di rete
  • Assorbenti igienici grandi (per il post parto)
  • Pantofole
  • Ciabattine per la doccia
  • Reggiseno comodo (da allattamento, senza coppe e non troppo stretto)
  • Occorrente per l’igiene intima e della persona
  • Maglietta di cotone di dimensioni comode (per il parto)
  • Biscotti, zucchero, miele, marmellata, caramelle.. utili per dare energia in travaglio! NB: chiedere sempre all’Ostetrica prima di consumare qualsiasi alimento in travaglio.

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