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Alimentazione in gravidanza e allattamento…consigli e miti da sfatare!

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Cosa mangiare durante la gravidanza?

Prima cosa da fare è sfatare il mito che in gravidanza bisogna “mangiare per due”! Dovete nutrirvi in modo da mantenervi in buona salute e permettere ai tessuti fetali di formarsi e svilupparsi nel modo migliore. La vostra alimentazione non deve discostarsi molto da quella che andrebbe seguita durante ogni altro periodo della vita. Ovviamente l’apporto calorico deve essere più alto e alcuni nutrienti non devono mancare.
Alcuni consigli:

  • E’ bene fare pasti piccoli e frequenti evitando lunghi periodi di digiuno durante la giornata e la notte.
  • Assumete generose quantità di latte, come tale o aggiunto ad altri alimenti, per il suo contenuto di proteine, calcio, fosforo, magnesio, Vit. A e Vit. D. Se non tollerate bene il latte potete consumare lo yogurt in quanto presenta lo stesso valore nutrizionale del latte da cui deriva, eccetto che per l’assenza di lattosio.
  • Al fine di prevenire un eccessivo incremento di peso si consiglia di limitare il consumo di carboidrati semplici (zucchero, dolci, gelati); preferite gli zuccheri complessi quali pasta, pane, patate, legumi. Se li tollerate bene, preferite gli alimenti integrali che oltre a dare un maggior senso di sazietà, facilitano le funzioni intestinali (durante la gravidanza si può presentare una tendenza alla stitichezza), migliorano l’equilibrio glicemico, rallentano l’assorbimento di colesterolo e ne aumentano l’eliminazione.
  • Consumate giornalmente carne o pesce o uova o formaggi, in quanto apportano proteine preziose per l’accrescimento fetale. I pesci oltre ad essere ricchi di proteine, sono importanti in quanto apportano fosforo, iodio ed acidi grassi polinsaturi di cui le strutture nervose, visive e corticali del bambino necessitano.
  • Mangiate ogni giorno verdura e frutta di stagione. Tali alimenti apportano vitamine, sali minerali e fibra.

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Allattare, un gesto d’amore (Parte 4)

Immagine tratta dal web

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Come vi sarete accorte, è impossibile terminare il discorso aperto sull’allattamento in un’unica volta. Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma con oggi abbiamo deciso di concludere, elencando le principali problematiche che si possono incontrare durante questo meraviglioso percorso, nessuna delle quali però ne pregiudica il proseguimento.

Ingorgo mammario

Risulta essere uno dei problemi più diffusi, soprattutto nel primo periodo dell’allattamento. L’ingorgo si presenta infatti quando il seno non viene svuotato (il bambino non viene attaccato per un qualsiasi motivo) per molte ore. I segni classici che il seno presenta in un ingorgo sono:

  • Turgido
  • Pieno
  • Può diventare molto duro
  • Caldo
  • Dolente
  • La pelle può apparire lucida e arrossata (non sempre)

In questa condizione, anche l’areola ed il capezzolo possono presentarsi distesi, così che il neonato incontra difficoltà ad attaccarsi o a tenere correttamente la presa, impedendo così la rimozione del latte. Anche la spremitura potrà risultare difficile. Sono tutti segni che ci troviamo davanti ad un vero e proprio ingorgo!
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Allattare, un gesto d’amore (Parte 3)

Breast feeding

immagine tratta dal web

         

L’allattamento è, a nostro avviso, un tema molto importante di cui però purtroppo si riceve scarsa o cattiva informazione; per questo noterete diversi articoli sull’argomento, perché ci teniamo ad affrontarlo nella maniera più chiara e completa possibile.

Bassa produzione e bassa introduzione di latte

Poiché, come abbiamo già visto, il timore di avere poco latte ha per voi mamme un peso rilevante, dobbiamo verificare la presenza di cause della bassa produzione e assunzione di latte, per trovare insieme le possibili soluzioni. Vediamo ora quali criteri sono da considerare validi di una possibile insufficiente produzione o introduzione di latte materno tali da giustificare il ricorso a modalità alternative:

  • Calo ponderale oltre il 10% rispetto a quello alla nascita in un lattante sotto le 2 settimane;
  • Mancato recupero del calo ponderale fisiologico entro le prime 2 settimane;
  • Oliguria prolungata per oltre 24h, ovvero < 5 pannolini bagnati di urina in 24h dal 5° giorno di vita;
  • Mancata produzione di feci entro la fine della prima settimana;
  • Presenza di segni di disidratazione;
  • Incremento ponderale medio < 20 grammi al giorno tra la seconda settimana e il terzo mese o un calo ponderale inspiegabile. (altro…)

Allattare, un gesto d’amore (Parte 2)

immagine tratta dal web

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Come avete scoperto nello scorso articolo, quel liquido che a voi sembra privo di nutrimento è in realtà una sostanza dalle mille risorse! Ma questo è solo l’inizio di un meraviglioso processo che è la formazione del latte.
Nei giorni successivi al parto il colostro si trasforma gradualmente diventando più opaco e progressivamente più bianco, il cosiddetto latte di transizione. La formazione del latte maturo, la montata lattea, avviene in genere 2 o 3 giorni dopo il parto e più tardivamente, circa 3-4 giorni, dopo il taglio cesareo. Questi tempi sono comunque variabili e individuali. Durante questi giorni sentirete il seno teso, ingrossato, caldo e leggermente dolorante, non vi spaventate, sono i segni che indicano l’arrivo della montata lattea e durano solo alcuni giorni.
Vediamo ora da cosa è composto il latte materno.
La composizione del latte varia da donna a donna e i componenti del latte materno forniscono sia i nutrienti sia le sostanze che aiutano la digestione, la crescita, lo sviluppo e danno protezione contro le infezioni.
Il latte materno pretermine (prodotto da una donna che ha partorito prima della 37° settimana di gravidanza) contiene una maggiore quantità di proteine, maggiori livelli di alcuni minerali, come il ferro, e ha proprietà immunologiche maggiori rispetto al latte maturo, il che lo rende più adatto ai bisogni del neonato nato prima del termine.
Il latte materno maturo contiene tutti i nutrienti principali: proteine, carboidrati, grassi, ormoni, vitamine, minerali e acqua, in quantità che rispecchiano i bisogni del bambino. Esso cambia in relazione all’ora del giorno, alla durata di una poppata, ai bisogni del bambino
e alle condizioni della madre.
La composizione del latte materno cambia anche all’interno della stessa poppata: il primo latte, prodotto all’inizio della poppata è meno grasso e più ricco di acqua e lattosio mentre il latte terminale è molto più ricco di grassi e utile per la crescita del bambino.
Nei primi 6 mesi, il bambino soddisfa le proprie esigenze fisiologicamente: se ha sete assume prevalentemente il primo latte, se ha fame rimane attaccato più a lungo, fino a prendere anche il latte terminale.
Per quanto riguarda il sapore del latte materno, questo dipende dalla dieta della madre e le variazioni di sapore abituano il bambino ai
cibi consumati in famiglia e al passaggio a questi cibi nel momento in cui il bambino sarà pronto, in genere dopo i 6 mesi compiuti.
Durante l’allattamento, è sufficiente la normale igiene della mamma con lavaggio quotidiano, anche solo con acqua, mentre non è necessario lavare il seno dopo ogni poppata e va evitato l’uso di creme o unguenti o di saponi profumati. La mammella è provvista di ghiandole sebacee (del Montgomery) che provvedono a una naturale disinfezione dell’areola! (altro…)

Allattare, un gesto d’amore (Parte 1)

Immagine tratta dal web

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Ho rubato il titolo per questo articolo al libro, che, secondo me, è il migliore in fatto di allattamento. In poche parole dice tutto: allattare non è solo “nutrire”, ma anche amare e curare il proprio bambino nel migliore dei modi, fornendo quell’alimento unico ed insostituibile che è il latte della propria mamma. Lo consiglio a tutti, mamme ed operatori che lavorano in ambito neonatale ed ostetrico, sono sicura che, come è stato per me, colmerà tutti quei dubbi che avete in fatto di allattamento. Le autrici sono, Tiziana Catanzani e Paola Negri.
Ed ora veniamo a noi! Perché allattare? Beh, partiamo dalle basi, dalla fisiologia che accompagna questo meraviglioso gesto.
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