Archive of ‘Ginecologia’ category

Ginnastica mamma-bambino: tornare in forma dopo il parto

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La ginnastica mamma-bambino consiste in un metodo pensato appositamente per le neomamme sia per recuperare la forma fisica dal punto di vista estetico, sia per conquistare il benessere psico-fisico, senza rinunciare alla compagnia del proprio figlio; anzi, passeggino e bambino sono indispensabili!
Praticare regolarmente (l’ideale sarebbe 3 volte a settimana, ma anche una sola volta si rivela sicuramente utile) questo tipo di attività significa andare ad aumentare il consumo calorico, rinforzare gli arti inferiori e superiori, tonificare e recuperare addominali e pavimento pelvico.

Quando si può iniziare?
Già dalla sesta settimana dopo il parto! Ma è comunque consigliato sottoporsi prima ad una visita dal proprio medico di base/ginecologo, specialmente in caso di taglio cesareo.

Vantaggi
  • Aumento del livello di energia: un esercizio moderato e non esagerato ha un potere rivitalizzante! Alla fine della lezione vi sentirete più cariche rispetto a quando avete iniziato!
  • Diminuzione dello stress: praticare questo tipo di allenamento vi aiuterà a produrre endorfine, che vi faranno sentire più rilassate; inoltre vi permetterà di distogliervi per un’oretta dalle vostre incombenze quotidiane, migliorando così il vostro umore.
  • Incremento del consumo calorico: con l’esercizio fisico andrete a bruciare calorie e ad aumentare la vostra massa magra, innalzando così il vostro metabolismo basale.
  • Miglioramento della postura.
  • Socialità: allenarsi insieme ad altre mamme e figli vi permetterà di aumentare la vostra concentrazione, oltre a condividere esperienze e, perché no, a trovare qualche nuova amica.

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Malattie a trasmissione sessuale: conoscerle per proteggersi

 

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In medicina, una malattia sessualmente trasmissibile (nota anche con l’acronimo MST) è una malattia infettiva che si trasmette o diffonde principalmente per contagio diretto in occasione di attività sessuali. Oggi è noto che queste patologie sono in genere causate dalla trasmissione di batteri, virus, parassiti o funghi che passano da un corpo all’altro attraverso il contatto della pelle (o delle mucose genitali) o con liquidi organici infetti (in alcune malattie anche la saliva). Sebbene la via di contagio sia principalmente quella sessuale, talvolta vengono colpiti anche altri organi oltre a quelli genitali. Inoltre, purtroppo, si possono trasmettere anche dalla madre al feto, durante la gravidanza, o dalla madre al neonato con l’allattamento. Una caratteristica fondamentale di tutte queste infezioni sono delle perdite vaginali. Vediamo insieme cosa succede durante l’infezione.
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Interruzione di gravidanza

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La Legge

L’interruzione di gravidanza è normata dalla legge 94 del 1978 che distingue la procedura effettuata entro il 90° giorno di gestazione, IVG (interruzione volontaria di gravidanza) e quella effettuata oltre il 90° giorno, ITG (interruzione terapeutica di gravidanza).
Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna “che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” (art. 4).
Oltre il 90° giorno è possibile ricorrere all’interruzione “quando la gravidanza o il parto costituiscono un grave pericolo per la vita della donna” e “quando siano accertati processi patologici, tra cui rilevanti anomalie del nascituro, che determinano un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna’’ (art. 6 lettera a), b)). I processi patologici devono essere accertati da un medico del servizio ostetrico-ginecologico operante nella struttura ospedaliera dove sarà praticata l’interruzione della gravidanza, il quale può avvalersi della collaborazione di specialisti. Gli accertamenti devono essere documentati e la relativa certificazione trasmessa al Direttore Sanitario dell’ente (art. 7).
Nel consentire l’interruzione oltre il 90° giorno, la legge non impone un ulteriore termine di età gestazionale oltre il quale l’intervento non è più consentito, tuttavia stabilisce che, quando esiste la possibilità di vita autonoma per il feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell’art. 6, cioè quando sia in pericolo la vita della donna. Il medico che esegue l’intervento deve, in questo caso, adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.
La legge ammette, per il personale medico e sanitario, l’obiezione di coscienza, che esonera dallo svolgimento delle procedure e attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza ma non solleva dall’obbligo di prestare l’assistenza antecedente o conseguente all’intervento; l’obiezione di coscienza non può, comunque, essere invocata quando, per la particolarità delle circostanze, l’intervento diventa indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo (art. 9).
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Ginnastica perineale

Ginnastica perineale

Il pavimento pelvico è la struttura muscolare che chiude, verso il basso, la cavità del bacino. E’ costituito da diversi muscoli che lavorano con lo scopo di fornire forza, protezione e resistenza agli organi soprastanti (compresi quelli addominali).
E’ una struttura molto importante durante il parto, poiché permette il movimento delle articolazioni del bacino e costituisce una guida per il bambino verso la nascita.
La struttura muscolare del perineo si divide in tre strati: superficiale, intermendio e profondo.
La porzione superficiale (colorata in verde) va a costituire gli sfinteri urogenitali (uretra, vagina e retto). Sono quelli che si attivano ad esempio quando, mentre facciamo pipì, interrompiamo il getto.
La porzione intermedia (colorata in giallo) prende il nome di diaframma urogenitale, ed ha il compito di sostenere vescica ed utero, e di contrapporsi agli aumenti di pressione endoaddominale che spingono questi organi verso il basso (es. tosse, starnuti).
Lo strato profondo (colorato in rosso) prende il nome di diaframma pelvico, e forma un’amaca intorno ai meati urogenitali. E’ essenziale nella costituzione di un perineo stabile e nella continenza fecale.

pavimento-pelvico

Perché allenare il perineo è così importante?

Innanzi tutto, dobbiamo dire, che è importante per le donne di tutte le età conservare la forza dei muscoli del pavimento pelvico. Soprattutto poi, tutte quelle donne affette da incontinenza da sforzo, ossia quelle che continuamente perdono urina quando tossiscono, starnutiscono o eseguono esercizi fisici, traggono molto vantaggio da tali esercizi.
Nelle donne in gravidanza invece, tali esercizi aiutano l’organismo a far fronte al crescente peso del nascituro. Muscoli sani e tonici prima della nascita del bambino, si riprenderanno più in fretta dopo il parto.
Con l’invecchiamento, è importante che la donna conservi la forza dei muscoli del pavimento pelvico perché in occasione della menopausa i muscoli subiscono delle alterazioni e potrebbero indebolirsi. In questa condizione, effettuare con regolarità e nel modo corretto, gli esercizi per il pavimento pelvico contribuisce a minimizzare gli effetti delle menopausa sul supporto pelvico e sul controllo della vescica. (altro…)